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Philip & Buk

riesco anche a leggere, la mattina e la sera, andando al lavoro.
in quel quarto d’ora andata + quel quarto d’ora al ritorno, camminando e schivando con difficoltà la gente e le cacche dei cani, mi sto facendo fuori un bel po’ di libri.
oggi ho finito Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip Dick e l’altra settimana Pulp di Charles ‘Buk’ Bukowski
Dire chi dei due era più fuori, è una bella sfida.
da un lato Dick si spaccava di droghezzi e immaginava mondi strani. dall’altro Buk si spaccava di whisky e raccontava la sua realtà.
e nonostante tutto entrambi si chiedono quale sia l’identità, quali siano le cose vere. in Dick c’è tutta la contraddizione realtà-immaginazione, la vita come sogno. in Buk la ricerca (o la paura) delle sicurezze, e delle cose veramente importanti.
per Dick è importante sapere ‘chi sono, dove vado…’, per Buk ‘quel che conta è grattarsi sotto le ascelle’.
io ci vedo un’analogia, e voi?…
buone feste DV