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Un sacco di gente si mette a ri-girare quindici secondi di Star Wars in casa, come vuole. e poi si rimonta tutto insieme.
http://www.starwarsuncut.com/
GENIALE!

Star Wars Uncut “The Escape” from Casey Pugh on Vimeo.

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La Palestra 18 giugno 2009 | Daniele Luttazzi News 2
Da quando Daniele Luttazzi ha aperto la Palestra, ho mandato un po’ di mie battute. Beh, nessuna è stata pubblicata. Tranne una. Me ne sono accorto solo oggi… dal 18 giugno…
Oggi, cercando su gugle il mio nome, viene fuori che questa mia battuta è stata utilizzata come firma sui forum da un po’ di persone. “Da dove l’hanno presa?”, penso. Cerco un po’ e vedo che sono è stata pubblicata nella Palestra!(5 battuta del giorno 18 giugno). Che fico =)
E così, giusto per vantarmi un po’, vi mando la prova!
Ah, e giusto per la cronaca, la battuta era questa:

Ghedini: «Mi spiace ma il linguaggio tecnico è quello: colui che riceve è l’utilizzatore finale. Può essere un linguaggio crudo ma è così».
Anche “testa di cazzo” è un linguaggio crudo, ma è così.

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Hello everybody!
One minute ago, I’ve published the RIMA website.
What’s RIMA? It’s a ruby script for archiving emails in Imap server that I wrote.
Check it out! and try it!

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parte 1: preambolo

ho un bell’orologio Omega, automatico.
ogni tanto, quando lavoro, lo tolgo.
e lui, dopo un po’ senza carica si ferma.
e quindi, ogni tanto, faccio tardi.

parte 2: notizia

secondo “La Repubblica”

C’è un orologio nel nostro dna che “suggerisce” al soggetto quando è l’età giusta per il primo rapporto sessuale [...] La perdita della verginità sarebbe scritta nei geni. Ma attenzione. Non c’è nessun orologio del sesso pronto a scandire il tempo rimasto a disposizione fino al grande momento: la decisione di fare l’amore per la prima volta dipenderebbe da alcuni comportamenti ereditati geneticamente.
i ricercatori della California State University di Fullerton

parte 3: conclusioni

io che sentivo fortemente di voler perdere la verginità verso i 14 anni (tra l’altro con la solita compagna di banco), sono stato accontentato solo molto tempo dopo
Non è forse che il mio l’orologio, sul polso sinistro, non è stato caricato abbastanza?
se l’avessi messo sul destro, invece…
chi ha orecchie da intendere intenda, e gli altri chissà…

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– Ripubblico questa recensione, scritta per bora.la la scorsa settimana. potete vedere un po’ di fotografia cliccando galleria fotografica. —

Ieri, due orette di tempo libero, prima di cena. dove vado?

Al nuovo Montedoro Freetime! Sono curioso e un po’ prevenuto.

Prendo l’auto e già non sono contento. Sarebbe più comodo avere il centro commerciale sotto casa, no? Invece i progettisti hanno pensato di metterlo lì proprio per la vicinanza con l’uscita della superstrada Trieste-Koper, che porterebbe un bacino di utenza che copre 270mila persone (inizialmente dicevano 300 mila), principalmente da fuori. Ah-ah!?!

Bon, arrivo, e parcheggio. Gratuito, per fortuna. E pieno, tra l’altro. C’è un sacco di gente, quindi!

Con l’ascensore arrivo al piano 0, dove c’è l’area commerciale. Si arriva davanti alla grande scala mobile che porta al piano “divertimenti e tempo libero”, sotto la bella cupola con struttura in legno. La scala è ferma, non si può salire. Hanno aperto il Montedoro Freetime lasciando chiusa la zona Freetime e lasciando aperto il Montedoro

Infatti la collina è stata sbancata pesantemente, per far posto a circa 30mila metri quadri di struttura… l’impatto alla vista è abbastanza sconcertante.

Comincio il giro: la struttura interna è ben curata, ma manca qualcosa… ah, sì, i negozi!!! Sono presenti circa 100 aree commerciali, ma di occupate ce ne sono una trentina. Esattamente: i negozi sono 28. Gli eservizi più grandi Ipercoop e Unieuro.

E per il resto?

In un centro commerciale, cosa vi aspettate? Quel! (“Strazze, budande, profumi e balocchi, ori per chi che ga bori”).

No, dicevo, il resto? Gli altri negozi vuoti?

Ah… alcuni spazi sono già assegnati, altri commercianti sembra che vogliano aspettare che il centro si avvii un po’, prima di aprire. Anche perchè, si dice (anzi, dicono i combunisti), che ci sia un ciccinino di crisi in giro, e che aprire l’ennesimo negozio uguale agli altri sia un po’ rischioso…. Come se, di base, non fosse rischioso un investimento, in commercio e tempo libero, da 150 milioni di euro (i dindini li ha messi la cooperativa imprenditoriale che opera nella grandi costruzioni, CoopSette) in una città come la nostra, dove gli unici che hanno tempo libero sono vecchi che non hanno soldi da spendere! Comunque la sensazione è che hanno aperto adesso perchè sennò non aprivano più.

La gestione commerciale è in mano a “Espansione Commerciale”, la stessa società che gestisce anche il Giulia. Inizialmente era gestita da “Larry Smith”, che cura altri outlet e centri commerciali in Italia.

Alla fine dopo un giringiro, prendo una pizza al taglio, peraltro discreta. Guardo lo scontrino. Oggi ne hanno fatto 620. Giornata buona, la prima! Non vedo comunque gente con le borse piene in giro, tranne davanti al Coop.

Devo fare la pipì. Riprendo il giro, stavolta per cercare i bagni. Dove sono? Non ci sono? Ritorno alla zona ascensori, ah, eccoli… c’è fila. Perchè ne funziona uno solo, su tanti. Una squadra di idraulici sta lavorando. La fila è molto lunga.

Se non fosse per le multe stratosferiche che danno adesso, io la farei anche sul muro… poi penso che siamo a Muggia, e che forse l’ordinanza di Bob O’Place non arriva fin qui. Cerco un angolo nascosto e la faccio lì? Desisto, stoico, e me la tengo.

Ah, per il fatto che siamo a Muggia, come funziona con gli orari? No, perchè con “Trieste città d’arte sì, no, forse”, “Teniamo aperto la domenica sì, no, forse”, non ci capisco un acca. Ma so che le mie amiche commesse dicono grosse parolacce.

Qui è tutta un’altra storia. Per adesso, fino a pasqua, il centro sarà aperto tutti i giorni, domenica compresa (buh!?!? forse pasqua esclusa, chissà), ma quando scade la deroga all’apertura, come faranno? Il comune di Muggia dovrà decidere “Muggia città d’arte sì, no, forse”, “Teniamo aperto la domenica sì, no, forse… pasqua sì, no forse… però Carneval no, sicuro, no!”

Anche perchè, pare che non sia stato ben calcolato l’impatto sul commercio muggesano (o quel che ne resta).

Alla fine il mio freetime al Freetime non l’ho nemmeno usato tutto. Dopo un’ora esco. Qua il cellulare non prende bene e non c’è nemmeno il uai-fai.

E non mi va di stare in mezzo alla gente.

Preferisco gli spazi vuoti.

Quasi quasi vado al Giulia.

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Ieri sera sono stato a vedere lo spettacolo di Vinicio Capossela “Solo Show”!
che bello! non ero mai stato a vedere Vinicio e mi è piaciuto molto.
Vinicio è quasi di casa a Trieste, ha parecchi amici qui.
Una storiella simpatica che ha raccontato è che ha scritto la canzone “Contratto per Karelias” proprio qui a Trieste, mentre era a casa di Sandro Mizzi. Ehi, ma Sandro è anche amico mio! E non solo: quella canzone è anche una delle mie preferite!
Com’è piccolo il mondo…

Contratto per Karelias

Sulla pelle ti ho tatuata
come un crotalo per farmi ricordar
dell’aspide nel cuore
che mi succhia succhia la tua crudeltà
ora non sento più dolore
non c’è niente niente c’è più da succhiar

gli anni buoni che ti ho dato
niente ormai me li può fare ritornar
oltre agli occhi ti ho lasciato
una casa di tre piani e il mio divano
ma non importa che ho perduto
ora vado più leggero e senza aiuto

da Salonicco a Kalamata
da dieci giorni mi divora la ferrata
nella spezia della sera
dal Bosforo d’argento fino a Izmir
bevo rakja rakja vieni
a consolarmi dalla pena e dal dolor

prenderò questa discesa
senza più fermarmi ancora dietro a te
se consumavo come cera
ora è la brace che consuma anche per me
ho un contratto per Karelias
fuma fuma l’illusione e fumo anch’io

cala la luna e io non spero
l’illusione è lusso della gioventù
cala la luna e io non spero
l’illusione è lusso della gioventù

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povero Steve! a quanto pare “el paron” della apple sta abbastanza male.
nonostante ciò, mi sono preso una bella scimmia e mi sono comperato un iPod Touch da 32Gb. e sto scrivendo questo post dalla tastiera virtuale di questo fichissimo aggeggio. collegato wireless a internet in un bar di trieste. ah, cosa sarebbe la tecnologia, senza le scimmie…

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serata da solo. moglie alla cena aziendale. sulla strada del ritorno a casa vedo il nuovo ristorante giapponese. “staseLa, invece di cucinaLmi qualcosa, mi stLafogo di schifezze!”
entLo, guaLdo il menu e oLdino. menu A5: due spiedini di caLne di pollo, due di salmone, Liso in bianco, zuppa di nonsoche, veLduLa mista. 9 EuLi. me lo faccio portare a casa peL le 8 e mezza.
aLLiva il giovane giap con una busta. il contenuto è quello esposto sopLa, con in più due bacchette di bambù e due poLzioni di una salsa scura, che ha un odore tipo aceto balsamico, ma al gusto è meno buona.
guaLdo la zuppa, che non ha un colore invitante, ci nuotano dentLo dei pezzi di nonsoché, Liconosco dei funghi, passo.
il Liso è in bianco, non scotto, buon pLofumo, assaggio: senza sale. bah…
apLo la teglietta con gli spiedini: 4 come da contLatto, azzanno quello di pollo. caLne poco cotta dentLo, senza sale. bah. salto su quello al salmone. beh, discLeto, ah, anche questo senza sale.
l’insalata in confezione monodose è al 90 peLcento cavolo cappuccio, con un po’ di caLote e una rondella di cetriolo. è condita con un intLuglio color beige, dolcesalatopiccante tutto sommato piuttosto piacevole, tipo quelle Lobe che mettono in fLancia sulla veLduLa.
mangio tutto tLanne lo sbLodolo di zuppa.
soddisfatto? anche no. manca il sale.
gli daLò un’altLa possibilità, peLchè voglio pLovaLe il sushi.
e se il sushi vi inteLessa, ascoltate il nuovo splendido disco dei Marta Sui Tubi “Sushi e Coca”! bLavi, bLavi, bLavi!

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