tra i vari servizi del cosiddetto web 2.0 c’è una categoria interessante: quella che ti permette di guadagnare qualche soldino “sfruttando” la comunità di internet. cosa ne direste di guadagnare surfando un po’ o scrivendo qualche post?
ora esistono varie forme di pubblicità , attiva o passiva (banner ecc…). quella attiva può consistere nello scrivere una recensione di un prodotto.
le compagnie produttrici contano sul fatto che la gente, prima di comprare un prodotto, cerca su internet, sui forum, sui blog, un commento sul funzionamento, sulla bontà del prodotto stesso. e inoltre si considera maggiormente affidabile il commento di una persona qualsiasi piuttosto di quello del sito del negozio che ti sta vendendo l’oggetto. che è vero poi…
sommando un po’ questi fattori, qualche furbone ha creato ReviewMe.
Lo scopo di ReviewMe è vendere, alle compagnie che vogliono pubblicità su un prodotto, uno o più post sui blog iscritti. Il prezzo pagato dalla compagnia poi è diviso fifty-fifty tra ReviewMe e il proprietario del blog.
al momento dell’iscrizione del blog, in base al numero di link, di utenti, di rating sui vari Technorati, Alexa et similia, ti propongono una valutazione del sito, e conseguentemente del valore di un post. Il mio sito è valutato con una stellina, equivalente a 40$, e un post è valutato 20$. quindi se una compagnia vuole fare pubblicità di un prodotto sul mio sito paga a ReviewMe 20$, dei quali 10$ vengono a me. Visto che questo è un post pagato da ReviewMe, mi aspetto che il giorno 4 del mese successivo arrivi sul mio conto paypal i dieci dollari che mi spettano. se non arrivano potrei arrabbiarmi… la cosa interessante è che non è obbligatorio parlare “bene” o “male” del prodotto, anche se il post è “sponsorizzato”. anzi, bisogna che sia ben chiaro che il post è sponsorizzato, scrivendolo come faccio io adesso. questo post è sponsorizzato. per il contenuto, basta dire qualcosa di sensato. nella tua lingua.
una volta ricevuta l’offerta bisogna produrre un post di 200 parole entro 48 ore e spedirgli il link. tutto qua.
boh, vediamo se funziona, vediamo quante offerte mi arrivano, e vediamo se mi pagano. vi farò sapere… ciao DV
Categoria: Blog
storie dalla macchina del caffè – 2
seconda parte, sottocapitolo A
ieri. pausa molto veloce:
M: eh, sabato e domenica go de lavorar. me riva i mobili novi dela camera. e devo montarli, far i busi per i cavi, go ciolto le staffe per metter i monitor sul muro…
e mi penso: ma te ga trenta ani e te se ciol i mobili novi per la camera a casa de mamà ci e papà ci… ma va a ciapar aria, dèi…
sottocapitolo B
stamattina. sono arrivato un po’ in ritardo al caffè, giusto in tempo per sentire…
M: allora la me ga dito “si te ga ragion, se no te le fa adesso ‘ste robe… quando te le farà …”, e mi go pensado “te se ga impizà el zervel alora…”
D: cosa cosa?
M: eh, mia mamma me ga dito che xè una bona idea cior la machina nova… solo che dopo la me fa “si, ma la alfa, te me la lassi a mi” “e col cavolo, con cossa pago l’auto nova…”
D,L: ehehee!
M: però volessi cior la version turbo, ma ghe ne xè solo tre in italia… alora ciogo la normale. ma ghe go domandado al mecanico e lui me ga dito “quanti cavà i la ga col turbo? 197 – senza turbo 145? e bon, ghe caveremo fora quei che manca”… sto mecanico xè figòn, el fa gare con le gip, el ga un pajero de 250-300 cavà i…
L: si, lui disi che xè 250, ma come li misura… (e mi penso: contando quanta biava che el ghe da de magnar a tuti sti cavai… NdR)
M: nono, el ga el banco de misura… e la machina camina de bruto…
L: si, ma ghe se bruserà tuto!
M: no dèi…
L: e dopo sto gioiel no te la parchegierà miga in strada?
M: no cossa te scherzi… te sa che go un monitor in auto, tipo monitor de sistema, che te avverti se xè qualcosa che no va, tipo che i te toca l’auto, o che xè un calo de tension… e lui te disi “ara che xè un calo de tension, sa!”… e alora te controlli… tropa roba…
D,L: eh, tropa roba, sì…
M: l’unica roba xè che sarà una bela bota de bolo de pagar…(“voio ma no posso…” NdR)… 145 cavà i, con sto governo comunista…
ben te sta! magari che i metesi anche una tassa sui mone! pagherìo mi, ma te pagheria de più ti!
storie dalla macchina del caffè – 1
protagonisti io (DV) e due colleghi: L un ragazzo friulano sui 35 serio, M triestino dedito ai giochi online, tecnobabbaggini e giri in moto.
Nota: segue storia in dialetto: sarebbe peccato perdere nella traduzione italiana quelle nuances di spavalderia attivata ormonalmente, che riflette la solita spiegazione freudiana di un cotal comportamento:”lo ga picio”
M: eh, non so, se dar via la mia alPHa 164 per cior una tRoy0ta celica
DV,L: perchè?
M: eh, se no ciogo adesso la coupè, quando la ciogo…
L: tipica sindrome da peter pan dei triestini…
M: e po’ la gavessi el posto per el schermo…
DV: che schermo?
M: del computer, no?, che xè figo blabla… che gavevo zà messo, ma nella alPHa xè poco posto…yaddayadda touch screen… blabla che te scolti musica… 200 giga de mp3…
DV,L: ??!?@#!?!?
M: e dopo ghe monto altoparlanti a tre vie… subwoofer, supertweeter blablayaddayadda amplificator de 400 watt…
DV: si, ma dopo te scolti mp3, no xè che te servi tanto…
M: o forsi me tegno la mia 164, ma ciogo un kit de modifica… un tipo in germania vendi un kit per metter el turbo, totale 380 cavalli (!!! N.d.R.) … e dopo con l’assetto ribassado, te entri in rotatoria a 80 all’ora…
DV,L: !?!!??!?!?!?!??!?!??!?!?
M: e comprando el kit… cussì sparagnassi un pochi de soldi…
DV,L: … per la casa?
M: macchè per la casa, go altre robe de far… son giovine (30 anni anche lu’)… la morosa me ga dito che “no adesso”…(ah, ecco… no te la dà e allora… N.d.R.)
DV: si, ma magari no te convien comunque cambiar auto per aver solo el posto per el schermo…
M: no, no te capissi… ma te ga presente, te va in un bel posto, con la morosa… … … e te se guardi un film!!!
DV: no, ara, no che ti no te ga capì ancora. co’ te va con la morosa a infrattarte, te se infratti e basta… altro che film…
che robe che me toca sentir…
StateBBBoni!
in diretta da Lagolo, sul monte Bondone, il MaurissioCostanzoStatebbboniSciò
ciao DV
sono tornato vivo ieri dalla mia prima gara in mtb a nimis (ud). la gara fa parte del trofeo carnia bike, ed è roba seria.
il tracciato veniva dato per “18 km medio-impegnativo”, con alcune discese pericolose. “vabbè, proviamo” mi sono detto, e son partito.
tardi.
tanto che sono arrivato a nimis giusto dieci minuti prima della partenza: “ottimo, adesso basta arrivare alla partenza per l’iscrizione”. ma tant’è che giro a dx invece che a sx e “l’antighe sagre des campanelis” non la trovo mica.
un autoctono mi riporta sulla buona strada. arrivo, posteggio al volo, mi faccio aiutare da qualcuno per tirare giù la bici, prendo le mie robe, scatto verso il palco della giuria: “sono ancora in tempo per iscrivermi?”. in quel momento le moto apri pista danno gas e partono. “ma guarda che stanno partendo!” “beh, visto che son arrivato fin qua, partirò in ritardo e po’ bon”.
mi danno il numero di gara 137, tra documenti, liberatoria, e pagamento, sono tutti partiti. gli ultimi mi passano davanti…
bon, inforco la biga e vado. giusto un minuto per accorgermi che ho lasciato la borraccia in auto. non si può andare senza borraccia… mi fermo alla macchina la prendo e riparto. mi hanno sorpassato in partenza anche le lumache, ma chissenefrega.
la prima parte è scorrevole, che bei prati, che vigneti (ramandolo!), oh! c’è già uno che ripara la ruota (neanche un km dalla partenza!), oh!, uno con la biga rotta (neanche un km virgola uno dalla partenza)…
insomma vado discretamente, ma la prima salita su asfalto è fastidiosa. era pure segnalata come difficile, e adesso capisco perchè. ma dà i, sono appena dieci minuti sui pedali, gambe e fiato non mancano! tira-pedala-ruca, arrivo al primo discesone single track.
c’è un segnale di pericolo. provo, guardo. è un canalone ripidissimo, radici, salti, molti posti adibiti all’impuntamento. penso che devo tornare a casa sulle mie gambe. mi fermo, scendo, vado a piedi. poi ancora salita asfaltosa. guardo l’orologio, sono passati quasi 40 minuti. nel mio sport è già finito il primo tempo, avrei diritto al risposo… e invece no.
ancora una rampa tagliagambe. una indigena ci guarda mentre spuntiamo dai vigneti e mi fa “ce fadighe! cun ‘sto caldo, la strada sgrumbolosa…”. saluto e vado, e sono stanco. gli organizzatori dicono che sono quasi a metà , ciò significa ristoro!!! eccolo, vedo due damigiane… ramandolo a me! e invece è solo tè. “steso color, diverso savor…” e va ben. faccio conoscenza con uno che mi dice “ale gare porto sempre la fèmena, provo a molarla in bosco, ma la torne simpri fore…”.
bon, discesa, anche questa difficile. ripida tipo scala santa e con gobbe tipo quelle del boschetto. sarebbe una manna per nogotsuka e giulietto.
vado piano in giù, mollo tutto sul falso piano, quel che dà . vedo una bella collinetta, con una bella casetta in cima… dove mi porta la strada. asfaltata ma con una pendenza terribile.
sul percorso era indicata “pendenza proibitiva”. fate conto che sul sellino, pedalando normale, impennavo e quasi mi cappottavo. capisco, scendo e spingo.
altro single track, meno difficile, ma quasi mi tiro su un albero. riparto. comincio a vedere quelli dell’organizzazione che controllano se ci sono ancora dei morti sul circuito, mi chiedono se ne ho altri dietro “sì, qualcuno si, non tanti…”.
ultimo bivio. saluto le due ragazze che mi fanno segno con la bandierina, le ho salutate anche all’andata allo stesso bivio dicendole che ritornerò… manca ancora un chilometro, ma ci son prati, si va facile.
al traguardo manca ancora una salitella. ci sono due bocci davanti a me, provo lo scatto per superarli, ma sono troppo distanti e passano prima loro.
dopo il pasta-party arriva la classifica. sono 114esimo su 137! ma che bravo 😀 !!! logicamente non tengo conto che il primo è arrivato in 45 minuti, e io in 1h:20. ma la parte migliore è che alla fine “premi per tutti” ho vinto un bel copertone nuovo. lo monto all’anteriore o al posteriore? mah!
comunque bella esperienza, viva la biga! ciao DV
rischio!!!
Michele sì che xè un omo… no come Elena… 😀
ciao DV
Il Padrino
la montanara uè!
di ritorno da qualche giorno al fresco della montagna, alcune considerazioni.
sono stato a “passeggio” in una gita organizzata attorno alle cime del monte Bondone, in compagnia di una guida alpina professionista. Massimo, la guida, è una persona in gamba. non solo perchè va in giro tutto l’anno su e giù per i monti, a piedi, in elicottero, con gli sci, con il kayak per i fiumi, ma perchè sa e racconta la storia “della” montagna. non “sulla” montagna. e siccome è del luogo, conosce la storia anche avendola sentita dalla famiglia, dal padre e dai nonni montanari.
credo che la sua sia una figura importante per la sostenibilità della vita e del turismo montano. se potete andate in montagna con una guida. i soldi saranno ben spesi.
ciao Davide