ho fatto due etti e mezzo… lascio?

voi forse pensavate che “non tutto ha un prezzo…”
a parte la dimostrazione della famosa carta di credito “500 euri con MisterCard”, io credevo che solo Manzoni avesse avuto il coraggio e l’idea di “prezzolare” la pupù.
e invece, tornando a casa stasera, dopo allenamento, a una ventina di metri da casa, mi sono trovato davanti un’opera new-pop.
Titolo: “ho fatto due etti e mezzo, lascio?”

prezzi

grande capo vuole pranzo

no, dai, ho già mangiato… ieri con la morosa e due buoni amici siamo andati a vedere “il grande capo”, ultimo film di Lars Von Trier. Il regista danese ci ha preparato proprio un bel film, e me lo sono proprio goduto. lo consiglio, per quanto il mio consiglio possa essere apprezzato.
una delle cose più interessanti del film è l’uso della macchina da presa, senza cameramen (almeno un paio di stipendi in meno da pagare per il produttore…)
in pratica il regista ha posizionato alcune macchine in posti che secondo lui potevano andare bene per la scena. poi ha attaccato tutto ad un computer che in “autonomia” sceglie se zoomare o tiltare o fare una veronica. gli attori, ripresi contemporaneamente da più parti, non sanno quale è la telecamera giusta alla quale rivolgersi.
copincollo dal web:
AUTOMAVISION® è una regola per girare film (e registrare suoni) sviluppata con l’intento di limitare l’influenza umana formulando le varie possibilità senza meditarle e dando quindi al lavoro una superficie priva di idee libera dalla forza della consuetudine e dell’estetica.
Una volta che il direttore della fotografia ha deciso la migliore posizione e apertura della cinepresa fissa dal punto di vista artistico, viene chiesto ad un computer programmato con una formula a gamma limitata di fornire una lista di possibilità da applicare: panoramiche, obiettivo, apertura, posizionamento verticale e orizzontale, per il suono viene redatta una lista corrispondente di possibilità: filtraggio, livello, ecc. da utilizzarsi una volta che il direttore del suono ha operato le sue scelte. Una volta randomizzati i parametri, il regista, il direttore della fotografia e il direttore del suono possono valutare le modifiche, e decidere di abbandonare la ripresa. Ma ogni volta che la cinepresa si ferma, secondo la regola di Automavision®, bisogna ricominciare tutta la randomizzazione. Per trasformare la maggior parte di queste inquadrature parzialmente randomizzate e delle ambientazioni audio nel film finale, non è permessa nessun altra lavorazione di queste ultime fatta eccezione per un semplice montaggio di assembramento delle scene nell’ordine prestabilito, con suono e immagine legati insieme. In altre parole, non si può apportare alcun cambiamento a livello della gradazione del colore, della manipolazione delle immagini o del missaggio del suono, perchè il materiale verrà trasferito direttamente nella copia destinata alla distribuzione. Nel caso de Il Grande Capo c’era anche una regola che vietava l’uso di illuminazione aggiuntiva oltre quella già presente. Ogni scena del film ha quindi preso forma rispettando le regole di Automavision®, fatta eccezione per quattro brevi interruzioni contenenti i commenti del regista.


a questo si aggiunge un montaggio molto particolare, che tralascia volontariamente gli aspetti della continuità (la continuity girl anche lei a casa…), e lascia un po’ sorpresi, ma piacevolmente, gli spettatori (o per lo meno me stesso).
by the way, il titolo mi ha fatto venire in mente il bambino dei sofficini, fotografato sull’ultima pagina del Topolino, con una criniera piumata da indiano, che diceva “Grande capo vuole pranzo”… e sua mamma, Grande Aquila, proprio i sofficini gli dava… bah. mai sopportati.
nè loro, nè i sofficini…

novità e progetti

non è che per l’anno nuovo tutti fanno progetti e quindi anch’io. io ce li ho da un bel po’. perlomeno due.
uno importante, roba proprio grossa, l’altro al confronto molto minore, ma che mi può dare soddisfazioni.
il primo è una scelta di vita, l’altro di lavoro.
sul primo potrete trovare info su davidaola, sul secondo metterò qualche notizia qui.
per intanto auguro a tutti, e anche a me, buona fortuna per il 2007

Sponsored post: review of ReviewMe

tra i vari servizi del cosiddetto web 2.0 c’è una categoria interessante: quella che ti permette di guadagnare qualche soldino “sfruttando” la comunità di internet. cosa ne direste di guadagnare surfando un po’ o scrivendo qualche post?
ora esistono varie forme di pubblicità, attiva o passiva (banner ecc…). quella attiva può consistere nello scrivere una recensione di un prodotto.

le compagnie produttrici contano sul fatto che la gente, prima di comprare un prodotto, cerca su internet, sui forum, sui blog, un commento sul funzionamento, sulla bontà del prodotto stesso. e inoltre si considera maggiormente affidabile il commento di una persona qualsiasi piuttosto di quello del sito del negozio che ti sta vendendo l’oggetto. che è vero poi…
sommando un po’ questi fattori, qualche furbone ha creato ReviewMe.
Lo scopo di ReviewMe è vendere, alle compagnie che vogliono pubblicità su un prodotto, uno o più post sui blog iscritti. Il prezzo pagato dalla compagnia poi è diviso fifty-fifty tra ReviewMe e il proprietario del blog.
al momento dell’iscrizione del blog, in base al numero di link, di utenti, di rating sui vari Technorati, Alexa et similia, ti propongono una valutazione del sito, e conseguentemente del valore di un post. Il mio sito è valutato con una stellina, equivalente a 40$, e un post è valutato 20$. quindi se una compagnia vuole fare pubblicità di un prodotto sul mio sito paga a ReviewMe 20$, dei quali 10$ vengono a me. Visto che questo è un post pagato da ReviewMe, mi aspetto che il giorno 4 del mese successivo arrivi sul mio conto paypal i dieci dollari che mi spettano. se non arrivano potrei arrabbiarmi… la cosa interessante è che non è obbligatorio parlare “bene” o “male” del prodotto, anche se il post è “sponsorizzato”. anzi, bisogna che sia ben chiaro che il post è sponsorizzato, scrivendolo come faccio io adesso. questo post è sponsorizzato. per il contenuto, basta dire qualcosa di sensato. nella tua lingua.
una volta ricevuta l’offerta bisogna produrre un post di 200 parole entro 48 ore e spedirgli il link. tutto qua.
boh, vediamo se funziona, vediamo quante offerte mi arrivano, e vediamo se mi pagano. vi farò sapere… ciao DV

storie dalla macchina del caffè – 2

seconda parte, sottocapitolo A

ieri. pausa molto veloce:
M: eh, sabato e domenica go de lavorar. me riva i mobili novi dela camera. e devo montarli, far i busi per i cavi, go ciolto le staffe per metter i monitor sul muro…

e mi penso: ma te ga trenta ani e te se ciol i mobili novi per la camera a casa de mamàci e papàci… ma va a ciapar aria, dèi…

sottocapitolo B

stamattina. sono arrivato un po’ in ritardo al caffè, giusto in tempo per sentire…
M: allora la me ga dito “si te ga ragion, se no te le fa adesso ‘ste robe… quando te le farà…”, e mi go pensado “te se ga impizà el zervel alora…”
D: cosa cosa?
M: eh, mia mamma me ga dito che xè una bona idea cior la machina nova… solo che dopo la me fa “si, ma la alfa, te me la lassi a mi” “e col cavolo, con cossa pago l’auto nova…”
D,L: ehehee!
M: però volessi cior la version turbo, ma ghe ne xè solo tre in italia… alora ciogo la normale. ma ghe go domandado al mecanico e lui me ga dito “quanti cavài la ga col turbo? 197 – senza turbo 145? e bon, ghe caveremo fora quei che manca”… sto mecanico xè figòn, el fa gare con le gip, el ga un pajero de 250-300 cavài…
L: si, lui disi che xè 250, ma come li misura… (e mi penso: contando quanta biava che el ghe da de magnar a tuti sti cavai… NdR)
M: nono, el ga el banco de misura… e la machina camina de bruto…
L: si, ma ghe se bruserà tuto!
M: no dèi…
L: e dopo sto gioiel no te la parchegierà miga in strada?
M: no cossa te scherzi… te sa che go un monitor in auto, tipo monitor de sistema, che te avverti se xè qualcosa che no va, tipo che i te toca l’auto, o che xè un calo de tension… e lui te disi “ara che xè un calo de tension, sa!”… e alora te controlli… tropa roba…
D,L: eh, tropa roba, sì…
M: l’unica roba xè che sarà una bela bota de bolo de pagar…(“voio ma no posso…” NdR)… 145 cavài, con sto governo comunista

ben te sta! magari che i metesi anche una tassa sui mone! pagherìo mi, ma te pagheria de più ti!

storie dalla macchina del caffè – 1

protagonisti io (DV) e due colleghi: L un ragazzo friulano sui 35 serio, M triestino dedito ai giochi online, tecnobabbaggini e giri in moto.
Nota: segue storia in dialetto: sarebbe peccato perdere nella traduzione italiana quelle nuances di spavalderia attivata ormonalmente, che riflette la solita spiegazione freudiana di un cotal comportamento:”lo ga picio”

M: eh, non so, se dar via la mia alPHa 164 per cior una tRoy0ta celica
DV,L: perchè?
M: eh, se no ciogo adesso la coupè, quando la ciogo…
L: tipica sindrome da peter pan dei triestini…
M: e po’ la gavessi el posto per el schermo…
DV: che schermo?
M: del computer, no?, che xè figo blabla… che gavevo zà messo, ma nella alPHa xè poco posto…yaddayadda touch screen… blabla che te scolti musica… 200 giga de mp3…
DV,L: ??!?@#!?!?
M: e dopo ghe monto altoparlanti a tre vie… subwoofer, supertweeter blablayaddayadda amplificator de 400 watt…
DV: si, ma dopo te scolti mp3, no xè che te servi tanto…
M: o forsi me tegno la mia 164, ma ciogo un kit de modifica… un tipo in germania vendi un kit per metter el turbo, totale 380 cavalli (!!! N.d.R.) … e dopo con l’assetto ribassado, te entri in rotatoria a 80 all’ora…
DV,L: !?!!??!?!?!?!??!?!??!?!?
M: e comprando el kit… cussì sparagnassi un pochi de soldi…
DV,L: … per la casa?
M: macchè per la casa, go altre robe de far… son giovine (30 anni anche lu’)… la morosa me ga dito che “no adesso”…(ah, ecco… no te la dà e allora… N.d.R.)
DV: si, ma magari no te convien comunque cambiar auto per aver solo el posto per el schermo…
M: no, no te capissi… ma te ga presente, te va in un bel posto, con la morosa… … … e te se guardi un film!!!
DV: no, ara, no che ti no te ga capì ancora. co’ te va con la morosa a infrattarte, te se infratti e basta… altro che film…

che robe che me toca sentir…