Categorie
MTB

sul Monte Taiano

ciao, è da un po’ che non mi faccio sentire… allora vi racconto l’ultima [tag]gita[/tag] biciclosa.
assieme alla matta pattuglia dei forumendoli del mtb-forum siamo stati sul monte Taiano (Slavnik in sloveno).
al ritrovo a Erpelle (Hrpelje) i ragazzi arrivati cominciano a scaricare le [tag]bici[/tag] dalle auto. caspita, ne escono bicione fighissime e costose! io quasi stono con la mia, ma so che poi conta la gamba… (dicono tutti così). spicca una collezione intera della Mountain Cycle (4 bici, hanno svaligiato un negozio?), una bella Merida in carbonio che pesa niente, e una nuovissima Foes full da sbavo.
in pratica, mentre si aspettano i ritardatari, si passa il tempo nel modo più tipico dei maschi: si fa a chi ce l’ha più gross… ehmm.. a chi ha la bici più figa…
ehi! ma ci sono anche due ragazze! Stefania e Cristina! ma dàaaaaaiiii… Stefania ha una Mountain Cycle da freeride cattivissima! penso: “orca, questa me salta sulla schena!”
vabbè, pronti, via… giriamo per lo sterrato, foto di rito, e si comincia a salire. molti ci sono già stati lassù, per me è la prima volta. c’è sempre una prima volta.
La [tag]salita[/tag] è tranquilla, abbastanza costante per tutti i 10-12 km, con un paio di strappetti non troppo terribili. noi xcisti (leggi cross-country-isti) dopo un po’ ci stacchiamo dal gruppo freeriders, che con le bici pesantone fa un po’ fatica, e partiamo all’attacco. la strada è tutta nel bosco, e si arriva al primo punto, stupendamente panoramico, dopo quasi un’ora di salita, e ne manca almeno ancora mezza per la cima. ancora foto e chiacchiere, acqua e zuccheri mentre aspettiamo i riders. che non arrivano con troppo distacco, hanno tutti buone gambe. Nogotsuka, che quel giorno ha l’argentovivo addosso, appena arrivato su al panorama, vede una bionda, non del nostro gruppo, salire in bici, e preso dagli ormoni la segue a scia e ci abbandona…
raggruppati di nuovo ripartiamo per gli ultimi strappi.
In cima è favoloso: essendo la cima più alta del circondario si vede tutto dall’alto. bellobello.

  • casco, scarpette, maglietta e salopette da mtb, con “MisterCard”
  • [tag]bicicletta[/tag] scott nuova, con “MisterCard”
  • bere un infuso caldo di frutta e mangiare strudel di mele sulla terrazza del rifugio, guardando tutto dall’alto, non ha prezzo!!!

Poi la discesa. Sgrumbolosa. I freeriders si preparano con le protezioni, il casco integrale e si buttano giù. Io abbasso la sella e seguo Mao, ma senza fare i salti stilosi che fa lui. la discesa finisce presto, arriva fino da Mahnic per un meritato pranzo.
grazie a tutti per la bella giornata. viva la biga! ciao DV

Categorie
Politica

il buio – 2

ho appena finito di leggere il blog di Luttazzi, sempre preciso e dettagliato. in questo post racconta meglio di me, più o meno le stesse cose che ho scritto in chi ha paura del buio.
non per far vedere che sono figo e so le cose, ma per mostrarvi che non la penso così solo io.
cmq quel sito, tenetelo d’occhio. ciao DV

Categorie
Musica

Canzoniere ccNo

Aggiornato il canzoniere! grazie a Giuli-Ano dei Laidos, adesso le loro canzoni sono corrette.
siete in osmizza? avete la chitarra, volete suonare, ma le canzoni di F. De Gregori sono troppo tristi?
Forse “Marisa” o “Finanziere” possono rallegrare la serata (oltre al vino, ovvio…)
ho la risposta per tutti! scaricatevi il
Canzoniere_ccNo!
e cantate tutti insieme, mi raccomando!
se vi è piaciuto il canzoniere, potete farmi una donazione di 1Euro, cliccando sul bottone paypal


grazie!

Categorie
Blog MTB

ce fadìghe

sono tornato vivo ieri dalla mia prima gara in mtb a nimis (ud). la gara fa parte del trofeo carnia bike, ed è roba seria.
il tracciato veniva dato per “18 km medio-impegnativo”, con alcune discese pericolose. “vabbè, proviamo” mi sono detto, e son partito.
tardi.
tanto che sono arrivato a nimis giusto dieci minuti prima della partenza: “ottimo, adesso basta arrivare alla partenza per l’iscrizione”. ma tant’è che giro a dx invece che a sx e “l’antighe sagre des campanelis” non la trovo mica.
un autoctono mi riporta sulla buona strada. arrivo, posteggio al volo, mi faccio aiutare da qualcuno per tirare giù la bici, prendo le mie robe, scatto verso il palco della giuria: “sono ancora in tempo per iscrivermi?”. in quel momento le moto apri pista danno gas e partono. “ma guarda che stanno partendo!” “beh, visto che son arrivato fin qua, partirò in ritardo e po’ bon”.
mi danno il numero di gara 137, tra documenti, liberatoria, e pagamento, sono tutti partiti. gli ultimi mi passano davanti…
bon, inforco la biga e vado. giusto un minuto per accorgermi che ho lasciato la borraccia in auto. non si può andare senza borraccia… mi fermo alla macchina la prendo e riparto. mi hanno sorpassato in partenza anche le lumache, ma chissenefrega.
la prima parte è scorrevole, che bei prati, che vigneti (ramandolo!), oh! c’è già uno che ripara la ruota (neanche un km dalla partenza!), oh!, uno con la biga rotta (neanche un km virgola uno dalla partenza)…
insomma vado discretamente, ma la prima salita su asfalto è fastidiosa. era pure segnalata come difficile, e adesso capisco perchè. ma dài, sono appena dieci minuti sui pedali, gambe e fiato non mancano! tira-pedala-ruca, arrivo al primo discesone single track.
c’è un segnale di pericolo. provo, guardo. è un canalone ripidissimo, radici, salti, molti posti adibiti all’impuntamento. penso che devo tornare a casa sulle mie gambe. mi fermo, scendo, vado a piedi. poi ancora salita asfaltosa. guardo l’orologio, sono passati quasi 40 minuti. nel mio sport è già finito il primo tempo, avrei diritto al risposo… e invece no.
ancora una rampa tagliagambe. una indigena ci guarda mentre spuntiamo dai vigneti e mi fa “ce fadighe! cun ‘sto caldo, la strada sgrumbolosa…”. saluto e vado, e sono stanco. gli organizzatori dicono che sono quasi a metà, ciò significa ristoro!!! eccolo, vedo due damigiane… ramandolo a me! e invece è solo tè. “steso color, diverso savor…” e va ben. faccio conoscenza con uno che mi dice “ale gare porto sempre la fèmena, provo a molarla in bosco, ma la torne simpri fore…”.
bon, discesa, anche questa difficile. ripida tipo scala santa e con gobbe tipo quelle del boschetto. sarebbe una manna per nogotsuka e giulietto.
vado piano in giù, mollo tutto sul falso piano, quel che dà. vedo una bella collinetta, con una bella casetta in cima… dove mi porta la strada. asfaltata ma con una pendenza terribile.
sul percorso era indicata “pendenza proibitiva”. fate conto che sul sellino, pedalando normale, impennavo e quasi mi cappottavo. capisco, scendo e spingo.
altro single track, meno difficile, ma quasi mi tiro su un albero. riparto. comincio a vedere quelli dell’organizzazione che controllano se ci sono ancora dei morti sul circuito, mi chiedono se ne ho altri dietro “sì, qualcuno si, non tanti…”.
ultimo bivio. saluto le due ragazze che mi fanno segno con la bandierina, le ho salutate anche all’andata allo stesso bivio dicendole che ritornerò… manca ancora un chilometro, ma ci son prati, si va facile.
al traguardo manca ancora una salitella. ci sono due bocci davanti a me, provo lo scatto per superarli, ma sono troppo distanti e passano prima loro.

dopo il pasta-party arriva la classifica. sono 114esimo su 137! ma che bravo 😀 !!! logicamente non tengo conto che il primo è arrivato in 45 minuti, e io in 1h:20. ma la parte migliore è che alla fine “premi per tutti” ho vinto un bel copertone nuovo. lo monto all’anteriore o al posteriore? mah!
comunque bella esperienza, viva la biga! ciao DV

Categorie
Blog

rischio!!!


Michele sì che xè un omo… no come Elena… 😀
ciao DV

Categorie
Musica

Che coss’è l’Amor

sto ascoltando da qualche giorno Vinicio Capossela. non è niente male.
ha un “tiro bala alegra” che mi piace. Una delle mie preferite è:

Che coss’è l’Amor

Che cos’è l’amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto
all’ amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata all’ombra
del lampione san souci

che cos’è l’amor
chiedilo alla porta
alla guardarobiera nera
e al suo romanzo rosa
che sfoglia senza posa
al saluto riverente
del peruviano dondolante
che china il capo al lustro
della settima Polàr

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi
dell’arco di San Rocco
ma s’appoggi pure volentieri
fino all’alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma

che cos’è l’amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l’amazzone straniera
stringere per finta
un’estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san souci

Che cos’è l’amor
è la Ramona che entra in campo
e come una vaiassa a colpo grosso
te la muove e te la squassa
ha i tacchi alti e il culo basso
la panza nuda e si dimena
scuote la testa da invasata
col consesso
dell’amica sua fidata

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
son monarca e son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey

Che cos’è l’amor
è un indirizzo sul comò
di unposto d’oltremare
che è lontano
solo prima d’arrivare

partita sei partita
e mi trovo ricacciato
mio malgrado
nel girone antico
qui dannato
tra gli inferi dei bar

Che cos’è l’amor
è quello che rimane
da spartirsi e litigarsi nel setaccio
della penultima ora
qualche Estèr da Ravarino
mi permetto di salvare
al suo destino
dalla roulotte ghiacciata
degli immigrati accesi
della banda san souci

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell’arco di San Rocco
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey

Categorie
Blog

Il Padrino

A Lagolo, niente è come sembra… lì comanda il Padrino Don Puc!

i miei rispetti Don Puc!

technorati tags:, ,

Categorie
Blog

la montanara uè!

di ritorno da qualche giorno al fresco della montagna, alcune considerazioni.
sono stato a “passeggio” in una gita organizzata attorno alle cime del monte Bondone, in compagnia di una guida alpina professionista. Massimo, la guida, è una persona in gamba. non solo perchè va in giro tutto l’anno su e giù per i monti, a piedi, in elicottero, con gli sci, con il kayak per i fiumi, ma perchè sa e racconta la storia “della” montagna. non “sulla” montagna. e siccome è del luogo, conosce la storia anche avendola sentita dalla famiglia, dal padre e dai nonni montanari.
credo che la sua sia una figura importante per la sostenibilità della vita e del turismo montano. se potete andate in montagna con una guida. i soldi saranno ben spesi.
ciao Davide